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Un progetto per salvare, trascrivere, archiviare e far conoscere la musica scritta nei campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale.

 

Premessa

La musica composta ed eseguita nei campi di concentramento è una pagina ancora poco conosciuta della Shoah, ma di grande interesse culturale e spirituale.

Nei campi furono deportati grandissimi musicisti e compositori, che continuarono a suonare e comporre, a volte di nascosto, a volte con il beneplacito delle SS, che utilizzavano le orchestre per il proprio intrattenimento ma anche per mantenere l’ordine e la calma durante gli appelli, gli arrivi dei treni, persino il percorso verso le camere a gas.

Intere opere (come “La Lettera Scarlatta” di Berto Boccosi, “Renaissance” di Emile Goue e “Pygmalion” di Robert Lannoy, per non citare le già ben note “Brundibar “e “King of Atlantis”) furono composte e rappresentate a Theresienstadt, Mauthausen, Janowska, Lodz, Auschwitz 1 e 2, Gurs, e compagnie di cabaret erano attive a Westerbork, Theresienstadt, Dachau, ma non c’è campo che non avesse le sue orchestre e i suoi spettacoli clandestini nelle baracche, unico momento di evasione dal dolore e dall’abbrutimento.

Il monumentale repertorio della musica scritta nei campi sarebbe in buona parte andato perduto se non fosse per il lavoro di Francesco Lotoro, musicista di Barletta, nelle Puglie, che da trent’anni, a sue spese e con grandi sacrifici economici è riuscito a recuperare circa 18.000 testimonianze musicali, frugando negli archivi e nelle baracche dei campi, intervistando i musicisti internati nei lager e chiunque possa avere avuto a che fare con i loro diari, conservi spartiti miracolosamente sopravvissuti o sia stato semplicemente testimone di eventi a loro riconducibili. Francesco ha centinaia di indizi da seguire ma ogni minuto perso riduce le possibilità che riesca a trovare le musiche ancora disperse e a restituirle alla memoria collettiva dell’umanità intera.

Il suo lavoro sta diventando sempre più urgente perché l’ultima generazione di sopravvissuti sta rapidamente scomparendo.

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Il progetto di Lotoro è unico al mondo per ampiezza, sistematicità e completezza. Esistono qua e là raccolte di musiche scritte nei campi di concentramento, ma non esiste un archivio di tutta la musica concentrazionaria scritta intorno alla Seconda Guerra mondiale, nei lager nazisti, nei gulag russi, nei campi giapponesi, africani, asiatici. E con la tenacia dello studioso, Lotoro trascrive, digitalizza, raccoglie e ridà vita a questi spartiti, cercando di ricostruirli filologicamente da materiali spesso gravemente danneggiati e fragili. Lotoro finora ha prodotto a sue spese 27 cd di musica concentrazionaria, affinché il repertorio continui a vivere e questa musica esca dall’oblio e ritrovi la sua voce.

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L’ Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria

Nell’intento di rendere la sua ricerca patrimonio dell’intera umanità, Lotoro ha alienato nel 2015 ogni forma di proprietà sul suddetto materiale, compresi tutti i beni musicali di futura acquisizione e il proprio pianoforte a coda, ha costituito la Fondazione “Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria”, alla quale Lotoro ha conferito tutto il suo archivio, costituito dalla più ampia raccolta al mondo di partiture create in cattività o in condizioni estreme di privazione dei diritti fondamentali dell’uomo

Il materiale è costituito da:

  • 5.500 spartiti pubblicati o inediti in partitura e parti staccate, in supporto cartaceo e informatico
  • 12.500 documenti concernenti la produzione musicale nei Campi (USB, microfilms, diari, quaderni musicali, registrazioni fonografiche, interviste a musicisti sopravvissuti)
  • 800 pubblicazioni sulla produzione musicale concentrazionaria
  • 600 manoscritti del Fondo Musicale BoccosiLa Fondazione è proprietario unico dell’80% del materiale in proprio possesso, mentre detiene in forma di comodato (o condivisione di beni con eredi) il restante 20% (nella quale percentuale ricade circa il 90% dei manoscritti).

Nella volontà di creare un fondo il più completo possibile di tutto ciò che è stato composto nei campi di concentramento, Lotoro ha altresì acquisito per la Fondazione del materiale proveniente da altri Musei e Centri di Documentazione, con finalità di studio e ricerca e diritti di esecuzione.

L’Associazione LastMusik, onlus

I costi della ricerca sono stati finora sostenuti personalmente da Lotoro, che ha investito tutti i sui risparmi e ha anche ipotecato la sua casa. Ma sono necessari altri fondi per le spese di viaggio alla ricerca della ultime testimonianze dei superstiti, per trascrivere gli spartiti da supporto cartaceo e audiovisivo, per catalogarlo e registrarlo.

Per sostenere Lotoro nella sua ricerca è nata LastMusik, una onlus registrata presso il governo italiano, che è stata fondata da un gruppo di persone interessate alla musica, alla Shoah e appassionate alla ricerca di Lotoro per motivi personali e professionali. LastMusik fa appello a istituzioni, a fondazioni e a sponsor aziendali e privati, per aiutare Lotoro a portare avanti la sua ricerca prima che sia troppo tardi e che scompaiano anche gli ultimi superstiti dei campi o familiari e amici dei musicisti deportati, fonte primaria della sua documentazione.

In sintesi LastMusik

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  • Promuove la raccolta fondi a livello internazionale, per aiutare Lotoro a portare avanti il suo lavoro di ricerca, studio, catalogazione, registrazione e pubblicazione della produzione musicale concentrazionaria.
  • Vuole far conoscere internazionalmente questo straordinario lavoro di Francesco Lotoro coinvolgendo Istituzioni ebraiche, Fondazioni, musei, archivi, media per portare a conoscenza del grande pubblico questo straordinario patrimonio dell’umanità.
  • Cerca una sede museale in grado di ospitare e rendere disponibile a studiosi in tutto il mondo in modo definitivo la raccolta delle musiche recuperate.

Un luogo che possa servire da quartier generale per le attività di Lotoro, promuovendo le ricerche ancora in corso, la catalogazione dei documenti, il restauro e la conservazione e la digitalizzazione degli spartiti recuperati

  • Sta realizzando un portale dove l’intera raccolta potrà essere consultata on line da chiunque lo desideri e possa servire da base per future ricerche, per concerti, per i conservatori e accademie che desiderino utilizzarla.
  • Intende lanciare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole. E’ stato messo a punto un programma sperimentale che, con l’aiuto di musicisti dal vivo, di un attore-narratore e di sequenze filmate, porta nelle scuole delle lezioni/ performance capaci di coinvolgere anche gli studenti più prevenuti. Last Musik intende allargare e moltiplicare questa esperienza nella convinzione che la musica sia uno strumento potente per arrivare al cuore delle giovani generazioni e possa trasformare una pagina di storia percepita come lontana e polverosa in un’esperienza diretta ed emotiva capace di recuperare e far propria la memoria di quel tragico passato.image
  • Partecipa alla realizzazione del film documentario “Le Maestro” sul lavoro di ricerca di condotto da Francesco Lotoro e racconta i suoi incontri con i sopravvissuti, i loro familiari e i loro gli amici. Il documentario coprodotto dalla Francia e l’Italia sarà nelle sale a partire dalla primavera del 2016 e verrà trasmesso da RAITRE e France 2 e France 5 per poi essere distribuito da ZED Distribution nel resto del mondo. Sarà anche presentato in diverse capitali europee ed americane in serate speciali alla presenza di Francesco Lotoro.
  • Organizza concerti di musica concentrazionaria in tutto il mondo.
    • “Tutto ciò che mi resta” è il primo concerto di musiche scritte nei campi di concentramento, organizzato il 26 gennaio 2015 per il Giorno della Memoria nell’Auditorium Parco della Musica di Roma, per ricordare il 70° anniversario della liberazione di Auschwitz. Ripreso in diretta da Rai5 (www.tuttociochemiresta.it), ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, e il Patrocinio del Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica Italiana e le massime autorità dello Stato erano presenti in sala.
    • “Les partitions de la mémoire” è stato organizzato a Bruxelles il 19 ottobre 2015 nella sala consigliare dell’Hoel de Ville, alla presenza di duecentocinquanta persone e delle autorità locali.
    • “Songs for Eternity”, un recital di canzoni scritte nei campi di concentramento e cantate da Ute Lemper accompagnata al piano da Francesco Lotoro, avrà luogo presso il Neue Museum a New York il 19/20/21novembre 2015.
    • “Songs for Eternity” sarà poi presentato, in una edizione più ampia, al Piccolo Teatro di Milano il 4/5/6 marzo 2016 (vedi progetto allegato).

 

In questa occasione il concerto sarà videoregistrato live e darà luogo alla realizzazione di un cd e un dvd che saranno portati in tournée nel mondo, allo scopo di far conoscere al vasto pubblico questa pagina della Shoah.

 

Il concerto è un format disponibile per essere esportato nei Paesi che siano interessati a presentarlo.

 

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